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Si sono tenuti oggi a Vancouver i funerali di Michelle Lang, la giornalista uccisa in Afganistan insieme a quattro militari canadesi, lo scorso 30 dicembre. Lang, 34 anni, e’ la prima giornalista canadese a morire sul lavoro, mentre copriva la missione in Afganistan. Era nei posti di guerra solo da venti giorni, quando il carrarmato dove si trovava insieme a quattro militari canadesi e’ saltato in aria a sud della citta’ di Kandahar. Sempre oggi si sono tenuti in Nuova Scozia i funerali del sergente Kirk Taylor, 28 anni. Domani verranno celebrati i funerali di Garrett Chidley, 21 anni, mentre i funerali di George Miok, 28, di Edmonton, e del caporale Zachery McCormack, 21, si sono tenuti sabato.
Michelle Lang, nata e cresciuta a Vancouver, scriveva per il Calgary Herald e proprio a Calgary aveva pianificato di sposarsi questa estate.
Tutti i detenuti trasferiti dai militari canadesi nelle prigioni afgane sarebbero stati torturati dagli ufficiali locali. Molti erano innocenti. E il Canada non ha fatto nulla per fermarli, anzi avrebbe ignorato i fatti e distrutto le prove. L’esplosiva denuncia è stata presentata al Parlamento federale da Richard Colvin, ex diplomatico della missione canadese in Afghanistan, che ha paragonato le politiche canadesi sui detenuti a quelle britanniche e olandesi. I detenuti venivano catturati e messi a disposizione dell’intelligence afgana, ha detto Colvin, e il Canada ne ha presi un numero sei volte maggiore di quelli della Gran Bretagna e venti volte di quelli dell’Olanda. Ma a differenza degli altri due paesi, secondo Colvin, il Canada non avrebbe controllato le loro condizioni. Le piu’ comuni forme di tortura? Percosse, frustate con cavi elettrici, uso di elettricità, coltelli, fiamme e violenza carnale.
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Nella foto, un soldato canadese
Ha perso una gamba per lo scoppio di una bomba in Aghanistan nel 2007, quando furono uccisi due soldati canadesi e un interprete afghano. Adesso, nonostante la protesi, ha deciso di tornare nelle zone dove si combatte e a novembre farà di nuovo parte dello staff delle truppe Isaf all’ufficio del quartier generale di Kandahar. Perche’ il capitano canadese venticinquenne Simon Mailloux ha una faccenda in sospeso in Afghanistan. “È sempre stato nella mia mente di tornare – ha dichiarato Mailloux alla Cbc, radiotelevisione di stato canadese – devo andare e finire la misione con i ragazzi”.
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set22
Secondo un sondaggio condotto dalla Ipsos Reid per la Difesa Nazionale del Canada, la metà dei cittadini canadesi vorrebbe che i loro soldati tornassero ad avere un ruolo nel mondo di “portatori di pace”. La percentuale, calcolata su 1300 persone, è salita al 50 percento, rispetto al 46 percento risultato nello stesso sondaggio condotto nel marzo 2008.
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Un soldato canadese è morto in Afghanistan questa mattina alle 6 ora locale a circa 17 chilometri a sudovest della città di Kandahar. Il soldato “privato” Sébastien Courcy, entrato nell’esercito tre anni fa e appartenente al secondo battaglione del 22mo Reggimento Reale con base a Quebec City, è caduto dalla sua postazione elevata nel corso di un’operazione militare per separare i rivoluzionari dalla popolazione del distretto di Panjwaii. Courcy è il quinto soldato canadese deceduto in questo mese e il 125mo dall’inizio della missione canadese in Afghanistan.
Intanto secondo i dati di ben due sondaggi, la maggioranza dei canadesi non sostiene più la missione in Afghanistan. continue reading »