G20, il giorno dopo 0
Toronto sta tornando lentamente alle sue consuetudini, dopo un fine settimana all’insegna dei vandalismi e degli arresti, definito il peggiore della storia della città. Squadre di addetti comunali stanno ripulendo le strade del centro, dopo le vetrine infrante e le macchine della polizia incendiate sabato dai black bloc, anarchici vestiti di nero e con il volto coperto, mentre i mezzi pubblici hanno ripristinato gli orari normali e i negozi hanno riaperto il servizio al pubblico. Ma non si placano le polemiche sugli eventi del fine settimana. Circa 900 persone sono state arrestate nel corso delle manifestazioni contro il G20, inclusi diversi manifestanti internazionali, fotografi e giornalisti. Secondo gli organizzatori della manifestazione, il Toronto Community Mobilization Network, numerose persone sono state “aggredite brutalmente” dalla polizia senza motivo, almeno un giornalista freelance canadese ha annunciato che intenterà una causa.Dal Toronto Community Mobilization Network affermano che in seguito agli scontri e ai vandalismi compiuti dai black bloc, nessuno parla dei veri problemi per ccui ecine di migliaia di persone sono scese in piazza.
Non si parla della disoccupazione, degli effetti della crisi, del razzizsmo e oppressione delle comunità indigene in Canada, di coloro che sostengono gli indios in Sud America e Africa dove le imprese mineriarie violentano e smembrano le comunita’, del ruolo delle truppe Canadesi ad Haiti dal 2004 e in Afghanistan dalla guerra, della sottrazione di fondi per il Gay Pride, dei tentativi di abolire l’aborto o dello scempio ambientale e alla salute di coloro che abitano e lavorano nelle miniere petrolifere in Alberta. Non si e’ vista sui media quasi nessuna immagine delle vecchine in abiti tradizionali che fanno parte della gigantesca comunita’ tibetana e che sfilavano sabato con altre 20.000 persone, delle famiglie di rifugiati politici che rivendicano il diritto di cittadinanza, o della Tent City installata in un parco in solidarieta’ con i senza dimora fissa.
Il capo della polizia di Toronto Bill Blair ha difeso l’operato della polizia sostenendo che non si scusera’ con i cittadini arrestati. Anche il sindaco di Toronto David Miller ha difeso l’opera dei poliziotti e ha dichiarato che il mondo accosterà le immagini dei vandalismi al G20 e non a Toronto, ma ha aggiunto di non essere stato d’accordo nel posizionare il summit del G20 al centro della citta’ e che il governo federale ha deciso la location, mentre il comune di Toronto aveva insistito per un perimetro vicino al lago, chiamato Exhibition Place, gia’ recintato. Altro punto caldo, alla polizia erano stati affidati poteri speciali in occasione del G20 - incluso chiedere le generalità e le motivazioni di chiunque si fosse avvicinato alla cosiddetta zona rossa, dove si svolgeva il summit, e procedere con l’arresto se la persona si fosse rifiutata di fornirle. Un’altra polemica ancora in corso sono gli altissimi costi sostenuti per la sicurezza, ma il primo ministro Stephen Harper ha ribadito che la spesa di oltre un miliardo di dollari – la piu’ alta nella storia dei summit – era necessaria.






subscribe to comments RSS
There are no comments for this post